Recentemente sono stati presentati due importanti rapporti sul fenomeno migratorio: uno a cura di IDOS e l’altro realizzato da due organismi della CEI, Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Entrambi offrono l’occasione per guardare all’immigrazione a partire dai numeri, dai dati statistici e dalle analisi qualitative, mettendo a disposizione strumenti utili per comprendere la complessità del fenomeno.
Si tratta di contributi preziosi per maturare uno sguardo consapevole e un pensiero critico, capace di andare oltre le letture ideologiche e le semplificazioni che spesso vengono proposte nel dibattito pubblico.
Nel rapporto di Caritas e Migrantes, in particolare, meritano attenzione due approfondimenti: uno dedicato alla presenza dei religiosi e delle religiose non italiani in Italia, l’altro che raccoglie testimonianze sulle migrazioni lungo alcune frontiere, attraverso le voci e l’esperienza dei missionari*.
Anche questi strumenti ci sembrano importanti per continuare a mantenere vivo lo sguardo sul mondo, sui popoli e sulle frontiere, lasciandoci interrogare dalle loro storie e dalle dinamiche che attraversano il nostro tempo.
* Uno degli intervistati è don Mattia Bezze, missionario della nostra Diocesi, a Pacaraima in Brasile al confine con il Venezuela. Di seguito alcune sue affermazioni tratte dall’intervista pubblicata nel Rapporto di Caritas Migrantes:
«La frontiera ti spinge ad andare oltre, a conoscere e a lasciarti accogliere, ma anche a rispettare e ad iniziare tutto di nuovo, a camminare in un territorio che non conosci e lasciarti guidare. Questo è il mio sentimento principale, vivendo la frontiera tanto con il Brasile come con il Venezuela».
«Qui convivono l’accoglienza, la saturazione e la paura. Pacaraima è una cittadina piccola, che ha visto la sua popolazione raddoppiare, generando sentimenti di insicurezza e xenofobia, ma anche reti spontanee di solidarietà».
«Sempre più percepisco come la mia storia è impregnata di una visione colonialista e capitalista, che qui ha fatto e continua a fare danni inimmaginabili: ha versato sangue, ha distrutto culture, ha impedito la vita e continua a sgretolare quella casa comune che abbiamo, in nome del profitto».
«Essere in missione a Pacaraima significa incarnare una Chiesa in uscita che parla più lingue – portoghese, spagnolo, lingue indigene – e che deve farsi prossima a chi lotta. La continua mobilità delle persone, le grandi distanze, le numerose comunità mi fanno sentire tanto piccolo e impossibilitato, ma anche tanta ricchezza che aspetta di essere condivisa».
XXXV Rapporto Immigrazione 2026 – Caritas e Migrantes

Confini e frontiere
La mobilità umana tra separazione e incontro
Ci sono due parole che in italiano usiamo come sinonimi, le si sovrappone a volte per pigrizia lessicale, ma “confine” e “frontiera” raccontano due modi diversi di stare davanti all’altro, e nessun tema lo rivela come la mobilità umana.
Introduzione – Rapporto Immigrazione Caritas e Migrantes 2026
Sintesi – Rapporto Immigrazione Caritas e Migrantes 2026
Dossier Statistico Immigrazione 2026 – IDOS

Come si caratterizzano e come cambiano le migrazioni in Italia, in Europa e nel mondo? Alla sua 36ª edizione, il Dossier Statistico Immigrazione risponde con dati e analisi, valorizzando le competenze di oltre 100 esperti ed esperte del settore.
Il rapporto annuale del Centro Studi e Ricerche IDOS offre alla società
civile, alle istituzioni e ai media uno strumento per leggere i cambiamenti in corso, orientarsi tra i fatti e discutere di politiche migratorie fondate su una documentazione puntuale e sul rispetto dei diritti umani. Il Dossier è realizzato in collaborazione con il Centro Studi Confronti, grazie al sostegno dell’Otto per mille della Tavola Valdese, dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” e di altre realtà pubbliche e private, nazionali e regionali.
Indice del Dossier Statistico Immigrazione 2026
Scheda del Dossier Statistico Immigrazione 2026

