In questi giorni don Raffaele Coccato e il vescovo di Vicenza Mons. Giuliano Brugnotto sono in Thailandia in occasione dell’ordinazione episcopale di Mons. Peter Suphot Roeksujarit. Con questa visita rappresentano le diocesi della regione ecclesiastica del Triveneto in questo importante evento della Chiesa di Chiang Mai la cui sede episcopale era vacante da oltre un anno e mezzo.
Mons. Giuliano Brugnotto e don Raffaele Coccato sono rispettivamente il vescovo delegato e il responsabile della Commissione triveneta per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione missionaria tra le Chiese.
Il 7 maggio 2026 papa Leone XIV ha nominato vescovo di Chiang Mai il rev. Peter Suphot Roeksujarit, sacerdote dell’arcidiocesi di Bangkok.
La diocesi di Chiang Mai, nel nord della Thailandia, comprende le province di Chiang Mai, Lamphun, Lampang (eccetto il distretto di Ngao) e Mae Hong Son. Conta circa 56.000 cattolici su una popolazione di oltre 3,1 milioni di abitanti, distribuiti in 34 parrocchie.
Da quasi trent’anni esiste una collaborazione tra le diocesi della regione ecclesiastica del Triveneto e la diocesi di Chiang Mai. Questa esperienza è una delle poche in cui sono presenti in Asia dei presbiteri fidei donum (cioè preti diocesani che si mettono a disposizione per un periodo di tempo per servire un’altra chiesa in territorio di missione).
La missione non è caratteristica solo per il luogo in cui è situata – un paese a maggioranza buddista – ma anche per il fatto che nasce da una collaborazione tra quindici diocesi italianie che hanno messo insieme risorse economiche e sacerdoti per collaborare ad uno stesso progetto missionario.
Aggiornato il 30-07-2026
Nella mappa il territorio della diocesi di Chiang Mai è rappresentato in colore rosso – Autore: Ahoerstemeier, da Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 3.0. Immagine non modificata.
Mons. Peter Suphot Roeksujarit è nato il 2 novembre 1961 ad Ayutthaya, nell’omonima provincia della Thailandia centrale. Dopo il percorso di formazione sacerdotale è stato ordinato presbitero il 3 giugno 1990 per l’arcidiocesi di Bangkok. Fin dai primi anni di ministero ha mostrato una particolare attenzione al campo della comunicazione e dell’evangelizzazione attraverso i media, tanto da proseguire gli studi in Francia, a Lione, specializzandosi nella comunicazione sociale.
Rientrato in Thailandia, dal 1992 al 2012 ha diretto i media cattolici dell’arcidiocesi di Bangkok, svolgendo un ruolo importante nello sviluppo degli strumenti di comunicazione ecclesiale e nella diffusione della pastorale attraverso i mezzi di informazione. Terminato questo lungo servizio, è stato impegnato nel ministero parrocchiale come parroco delle parrocchie di Saint Louis e successivamente di Saint Raphael a Bangkok.
Negli anni più recenti ha ricoperto diversi incarichi di responsabilità a livello nazionale e diocesano. Era direttore del Centro Pastorale Nazionale Baan Phu Waan, vicario episcopale per il personale dell’arcidiocesi di Bangkok e cappellano delle Carmelitane. Questi incarichi gli hanno consentito di maturare una significativa esperienza sia nell’accompagnamento pastorale dei fedeli sia nella formazione e nel coordinamento del clero e degli operatori pastorali.
Il 7 maggio 2026 papa Leone XIV lo ha nominato vescovo di Chiang Mai, diocesi del nord della Thailandia rimasta vacante dopo il trasferimento di mons. Francis Xavier Vira Arpondratana alla sede metropolitana di Bangkok. La sua ordinazione episcopale è stata fissata per il 29 luglio 2026 nella cattedrale del Sacro Cuore di Gesù di Chiang Mai, mentre l’ingresso canonico e la presa di possesso della diocesi avverranno il 30 luglio 2026.
Il nuovo vescovo ha scelto come motto episcopale Caritas omnia corda unit – L’amore unisce tutti i cuori – espressione che ben riassume il suo orientamento pastorale e l’attenzione alla comunione ecclesiale in una diocesi caratterizzata dalla presenza di numerosi gruppi etnici e culturali.
Lo stemma episcopale di mons. Peter Suphot Roeksujarit esprime il suo programma pastorale: al centro vi sono la Parola di Dio e la Croce di Cristo, illuminate dallo Spirito Santo.
Il Sacro Cuore di Gesù richiama l’amore misericordioso che unisce tutti i popoli, in armonia con il motto Caritas omnia corda unit, L’amore unisce tutti i cuori.
Le montagne, il fiume Ping, le spighe di grano e i gigli evocano il territorio, la vita della diocesi di Chiang Mai e la fecondità della missione evangelizzatrice, in uno stile ispirato alla tradizione artistica del regno Lanna.
Il regno di Lanna fu uno dei più importanti regni dell’Asia sud-orientale. Fondato nel 1296 dal re Mangrai, aveva come capitale Chiang Mai, città che ancora oggi conserva gran parte della sua identità culturale e religiosa. Il nome Lan Na significa “un milione di risaie” (o “un milione di campi di riso”), a indicare la prosperità del regno.
Per circa tre secoli Lanna fu un regno indipendente, sviluppando una propria cultura, una lingua, un’arte e un’architettura originali, profondamente influenzate dal buddhismo Theravāda. I templi di Chiang Mai, con i loro tetti sovrapposti e le ricche decorazioni in legno dorato, rappresentano ancora oggi uno degli esempi più caratteristici dell’arte lanna.
Nel XVI secolo il regno cadde sotto il dominio della Birmania e vi rimase per oltre duecento anni. Alla fine del XVIII secolo fu liberato grazie all’alleanza con il Regno del Siam e, nel corso dell’Ottocento, venne progressivamente integrato nello Stato siamese, entrando definitivamente a far parte dell’attuale Thailandia.
Ancora oggi il Nord della Thailandia conserva una forte identità lanna: si parlano dialetti locali, si praticano tradizioni proprie, si celebrano feste caratteristiche come il Yi Peng (la festa delle lanterne) e si mantiene viva un’arte che distingue questa regione dal resto del Paese.
Per questo motivo il nuovo stemma di mons. Peter Suphot Roeksujarit richiama lo stile lanna: è un modo per esprimere il legame del vescovo con la storia, la cultura e le popolazioni del Nord della Thailandia, alle quali è chiamato a servire come pastore.
Foto della festa delle lanterne: LannaPhoto, via Wikimedia Commons – Licenza CC BY-SA 4.0.
Padre, qual è il motto che ha scelto per il suo ministero episcopale?
Il motto che ho scelto per il mio stemma episcopale è in latino: “Caritas Omnia Corda Unit” che può essere tradotto così: “L’amore unisce tutti i cuori”. Ho scelto questo motto perché credo che il cuore più importante della vita cristiana e della vita della Chiesa sia l’amore, secondo l’esempio e l’insegnamento di Gesù Cristo.
Il vero amore non è soltanto un sentimento, ma è una forza che permette alle persone di aprire il proprio cuore, di accogliersi reciprocamente e di camminare insieme, anche quando esistono molte differenze.
In particolare, nel contesto della diocesi di Chiang Mai, che è caratterizzata da una grande diversità di etnie, lingue, culture e tradizioni, penso che queste differenze non siano un ostacolo, ma una bellezza donata da Dio alla Chiesa. Ciò che può unire tutti è proprio l’amore.
Quando viviamo l’amore secondo il Vangelo, impariamo a rispettarci, ad ascoltarci e a collaborare, senza la necessità di rendere tutti uguali. La vera unità, infatti, non significa che tutti debbano essere identici, ma significa che ciascuno può conservare la propria identità, la propria natura e la propria cultura, vivendo però in armonia insieme agli altri in Cristo.
Per questo motivo il motto scelto non è soltanto una bella frase posta sullo stemma episcopale, ma vuole essere un orientamento concreto per la mia vita e per il mio servizio pastorale: cercare di porre l’amore di Dio al centro, affinché esso possa unire persone di ogni gruppo, di ogni età e di ogni cultura, aiutandole a camminare insieme nella fede, nella speranza e nella comunione.
Come descriverebbe la diocesi di Chiang Mai così per come la conosce?
Secondo la mia comprensione e per quanto ho potuto sperimentare, la diocesi di Chiang Mai è una realtà molto bella sotto molti aspetti: per la sua natura, la sua cultura e la grande varietà dei gruppi etnici che vi abitano.
Una delle cose che più mi hanno colpito è la bellezza delle tradizioni e delle culture di ogni gruppo etnico. Ciascun popolo possiede la propria lingua, il proprio modo di vestire, il proprio stile di vita e la propria identità. Vi è inoltre il fascino della cultura Lanna delle popolazioni locali: una cultura caratterizzata da gentilezza, delicatezza nei rapporti umani e da radici culturali profonde. Tutto questo rappresenta una ricchezza che riflette il valore della persona umana e la possibilità di vivere insieme nella diversità in modo armonioso.
Dal punto di vista dell’ambiente naturale, la diocesi di Chiang Mai possiede montagne, foreste e territori di grande bellezza. Molte zone, pur essendo geograficamente lontane e talvolta difficili da raggiungere, conservano tuttavia un forte senso di unità tra le persone: sia come cittadini della stessa nazione, sia come persone guidate da valori morali fondati sulla religione, sia come fratelli e sorelle uniti dalla fedeltà alla monarchia. Anche questo è un aspetto della bellezza della diocesi.
Allo stesso tempo, penso che ogni territorio abbia le proprie sfide e aspetti che devono ancora essere sviluppati. Ad esempio, nelle aree urbane lungo il fiume Ping si verificano periodicamente problemi di alluvioni, con conseguenze sulla vita quotidiana della popolazione. Inoltre, in molte zone del Nord della Thailandia, soprattutto nel periodo della preparazione dei terreni prima della nuova stagione agricola, vi sono problemi legati alla qualità dell’aria e alla presenza di fumo e polveri sottili, fenomeni che hanno effetti sulla salute delle persone, sull’ambiente e sulla qualità della vita di molti abitanti.
Ritengo che questi siano problemi ai quali tutti dobbiamo contribuire, non soltanto attraverso il lavoro delle istituzioni o delle organizzazioni, ma anche promuovendo una coscienza comune di responsabilità verso la società, la cura dell’ambiente e la valorizzazione della casa che Dio ci ha donato. Siamo chiamati a sviluppare e promuovere una custodia dell’ambiente che permetta a ogni forma di vita di esistere in condizioni sane, sicure e sostenibili.
Per me, dunque, la diocesi di Chiang Mai non indica soltanto un territorio geografico, ma è una comunità di vita, di cultura e di fede, nella quale sono presenti sia grandi bellezze; una realtà ricca di diversità e di sfide, nelle quali tutti devono collaborare e camminare insieme verso il bene comune. La diocesi di Chiang Mai presenta una grande varietà culturale ed etnica.
Il fatto che la diocesi di Chiang Mai sia caratterizzata da una grande varietà di culture e gruppi etnici, le suscita qualche preoccupazione?
Io considero la diversità culturale ed etnica della diocesi di Chiang Mai non come un ostacolo, ma come una bellezza e un dono di Dio. Ogni gruppo etnico possiede una propria lingua, una propria cultura, uno stile di vita e una sapienza tradizionale che riflettono la dignità e il valore di ogni persona, creata da Dio nella sua unicità.
È chiaro che, dove c’è diversità, vi sono anche delle sfide: la comunicazione, la comprensione reciproca e i diversi contesti pastorali richiedono attenzione. Tuttavia, sono convinto che l’opera di evangelizzazione nella diocesi di Chiang Mai abbia radici profonde. Nel corso degli anni è stata avviata, consolidata e portata avanti con fedeltà da sacerdoti, religiosi e religiose, catechisti e da tanti altri collaboratori che hanno dedicato la loro vita a lavorare a stretto contatto con le popolazioni delle diverse zone della diocesi.
Per questo motivo non guardo alla situazione con eccessiva preoccupazione. Al contrario, nutro un profondo rispetto per quanto i nostri padri nella fede hanno costruito. Io desidero presentarmi anzitutto come uno che vuole imparare: ascoltare, condividere la vita concreta della gente e proseguire la missione già avviata, affinché continui a camminare verso gli obiettivi che la Chiesa si è proposta.
Credo che l’aspetto più importante dell’azione pastorale in un contesto così ricco di diversità sia imparare a «camminare insieme», con comprensione e rispetto reciproco. Anche se esteriormente possiamo essere diversi, nelle differenze di lingua, cultura e stile di vita, tutti siamo ugualmente figli di Dio e membri della stessa Chiesa.
Le difficoltà e le sfide fanno parte del cammino di ogni comunità in ogni tempo; non esiste una pastorale priva di problemi. Ciò che conta è non lasciarsi scoraggiare, ma imparare ad affrontare insieme ogni situazione con pazienza, discernimento e nello spirito del Vangelo.
Sono convinto che, mantenendo come fondamento l’amore, la comunione e la fiducia in Dio, la diocesi di Chiang Mai potrà continuare a crescere con armonia e bellezza, custodendo la ricchezza della diversità che costituisce la sua particolare identità.
L’articolo tratto dal numero di luglio 2026 dalla rivista cattolica thailandese Udomsan è stato tradotto con l’uso dell’IA
| Indicatore | Dato |
|---|---|
| Popolazione della Thailandia | circa 66,9 milioni |
| Cattolici | circa 421.000 (0,6% della popolazione) |
| Arcidiocesi | 2 |
| Diocesi | 9 |
| Vicariati apostolici | 1 |
| Totale circoscrizioni ecclesiastiche | 12 |
| Vescovi | 16 (10 diocesani e 6 titolari) |
| Sacerdoti | 861 (559 diocesani e 302 religiosi) |
| Parrocchie | 515 |
| Stazioni missionarie | 574 |
| Religiosi non sacerdoti | 126 |
| Religiose | 1.402 |
| Seminaristi maggiori | 330 |
| Catechisti | 1.338 |
Fonte: https://gcatholic.org/
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- Cattedrale di San Michele Arcangelo, Tha Rae (Arcidiocesi di Thare e Nonseng, Thailandia). Foto: nakhon100, via Wikimedia Commons, licenza CC BY 2.0
La diocesi di Chiang Mai
| Indicatore | Dato |
|---|---|
| Popolazione totale | 3.142.985 |
| Cattolici | 55.752 |
| Percentuale di cattolici | 1,8% |
| Superficie | 48.013 km² (leggermente inferiore a Lombardia + Piemonte) |
| Parrocchie | 34 |
| Missioni | 7 |
| Sacerdoti | 92 (44 diocesani, 48 religiosi) |
| Fratelli religiosi | 94 |
| Suore | 130 |
| Seminaristi | 16 |
Nei giorni del 28 e 29 luglio abbiamo avuto la gioia di partecipare a Chiang Mai a un evento di grande importanza per la Chiesa cattolica in Thailandia: l’ordinazione episcopale di Mons. Peter Suphot Roeksujarit, nuovo vescovo della diocesi di Chiang Mai. Per l’occasione sono arrivati sacerdoti e amici da diverse parti del Paese.
Nel pomeriggio del 28 luglio si è svolto un grande ricevimento di benvenuto, al quale hanno partecipato circa settecento invitati. È stato un momento molto vivace e ricco di colori, durante il quale le diverse istituzioni civili e religiose hanno rivolto il loro saluto al nuovo vescovo. Particolarmente significativa è stata la presenza della comunità interreligiosa di Chiang Mai, con rappresentanti delle diverse tradizioni di fede che convivono nel territorio, a testimonianza del clima di dialogo e di rispetto reciproco che caratterizza questa regione.
Alla festa hanno preso parte anche numerosi ospiti provenienti dalla diocesi di Chiang Mai, dall’arcidiocesi di Bangkok, dove monsignor Peter aveva svolto il suo ministero, e da altre diocesi della Thailandia.
La giornata del 28 luglio coincideva con il compleanno di Sua Maestà il Re Maha Vajiralongkorn (Rama X), celebrato in tutta la Thailandia come festa nazionale. Il ricevimento è iniziato con una preghiera per il sovrano, riconoscendo il clima di pace e di libertà religiosa che permette alle diverse comunità di fede di vivere e svilupparsi serenamente. La festività nazionale ha reso possibile celebrare l’ordinazione episcopale il giorno successivo con una partecipazione ancora più ampia.
Durante il ricevimento è stato consegnato a monsignor Peter anche un dono della Conferenza Episcopale del Triveneto: una mitria offerta, a nome del Patriarca di Venezia e dei vescovi del Triveneto, dal vescovo Giuliano Brugnotto, presente insieme ai sacerdoti fidei donum impegnati in Thailandia, don Bruno Rossi (Diocesi di Padova), don Ferdinando Pistore (Diocesi di Vicenza), don Raffaele Sandonà (Diocesi di Padova) e don Bruno Soppelsa (Diocesi di Belluno). Presente anche don Raffaele Coccato responsabile dell’Ufficio Missionario di Padova e don Lorenzo Voltolin, che sta concludendo un periodo di insegnamento presso la Facoltà Teologica del Seminario Maggiore di Bangkok.
La mattina del 29 luglio i fedeli hanno iniziato ad affluire fin dalle prime ore alla cattedrale del Sacro Cuore di Gesù, sostando in preghiera in preparazione alla celebrazione. L’ordinazione si è svolta in un grande spazio coperto all’aperto, normalmente utilizzato per le attività della scuola cattolica annessa alla cattedrale, capace di accogliere le migliaia di persone intervenute. All’esterno erano presenti anche numerosi stand delle realtà diocesane. Tra questi vi era quello del Caffè Bruno, iniziativa nata dall’esperienza di don Bruno e ispirata ai valori della Laudato si’, che sostiene diversi progetti sociali della diocesi.
La celebrazione è iniziata alle 10 con la processione dei sacerdoti e dei vescovi. Erano presenti tutti i membri della Conferenza Episcopale della Thailandia, insieme a numerosi religiosi e religiose. I fedeli intervenuti erano circa settemila, provenienti soprattutto dalla diocesi di Chiang Mai e dall’arcidiocesi di Bangkok: una partecipazione davvero straordinaria, soprattutto se si considera che i cattolici rappresentano una piccola minoranza nel Paese. È stato un segno evidente della vitalità e della gioia della comunità cristiana locale.
La liturgia è stata presieduta dall’arcivescovo Francis Xavier Vira Arpondratana, predecessore di monsignor Peter alla guida della diocesi di Chiang Mai e oggi arcivescovo di Bangkok.
Tra i momenti più intensi vi è stato il rito dell’imposizione delle mani, attraverso il quale il nuovo vescovo ha ricevuto la pienezza del sacramento dell’Ordine. Successivamente tutti i vescovi presenti gli hanno rivolto il segno della pace, manifestando la comunione episcopale. Molto suggestivo è stato anche il momento dell’offertorio, animato dalle diverse comunità etniche presenti nella diocesi, che hanno espresso con i loro abiti tradizionali e i loro doni la ricchezza culturale della Chiesa di Chiang Mai.
Dopo la liturgia, sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli si sono ritrovati per condividere il pranzo e continuare insieme la festa, con gratitudine al Signore per questo importante momento di grazia vissuto dalla Chiesa di Chiang Mai.
Stamattina, alle 9, ci siamo ritrovati tutti nella Cattedrale del Sacro Cuore per l’inizio ufficiale del Ministero Episcopale del vescovo Peter. Erano presenti tutti i sacerdoti della Diocesi, numerosi sacerdoti ospiti provenienti da altre diocesi, in particolare da Bangkok, e alcuni Vescovi che hanno voluto rimanere ancora per condividere questo momento rilevante.
La celebrazione ha avuto inizio con la processione d’ingresso. Una volta giunto alla sede episcopale, il vescovo ha ascoltato nuovamente la lettura della Bolla Pontificia con la quale viene costituito vescovo di Chiang Mai. Successivamente, i sacerdoti della Diocesi sono saliti sul presbiterio, per ultimi, per porgere personalmente il loro saluto al nuovo vescovo, uno ad uno, in un gesto semplice ma ricco di senso e di comunione.
La celebrazione è poi proseguita secondo il rito ordinario, in una Cattedrale gremita di fedeli. Erano presenti molti cristiani della comunità di Chiang Mai, una realtà ecclesiale molto vivace, insieme a numerosi amici del vescovo Peter provenienti da Bangkok e anche dai diversi villaggi della Diocesi, soprattutto dalle zone più lontane, che hanno voluto partecipare a questo momento così importante. Hanno preso parte alla celebrazione anche numerosi seminaristi della Diocesi, impegnati negli studi a Bangkok e nei diversi servizi organizzativi di queste due giornate particolarmente intense, così come tutte le religiose e i religiosi della Diocesi.
Durante l’omelia, il vescovo Peter ha sviluppato la sua riflessione a partire dal proprio motto episcopale, sottolineando come l’amore abbia la capacità di unire le persone, di creare ponti e non muri. Ha evidenziato questa missione con particolare attenzione alla realtà specifica della Diocesi di Chiang Mai, caratterizzata dalla presenza di diverse etnie e da una grande ricchezza di sensibilità culturali e sociali.
Al termine della Santa Messa, dopo la benedizione solenne, il vescovo si è recato presso l’altare dedicato alla Madonna di Fatima. Qui ha deposto nelle mani della statua della Vergine una corona tradizionale thailandese, segno di accoglienza, reciprocità e comunione, raccogliendosi poi in preghiera silenziosa davanti alla Madonna e concludendo questo momento con il canto del Salve Regina.
Successivamente l’assemblea si è raccolta nei saluti personali al vescovo, nelle fotografie di fine celebrazione e nei momenti di incontro fraterno, culminati nel pranzo conviviale condiviso da tutti i partecipanti.
È stata una mattinata semplice e intensa, vissuta all’insegna della condivisione, della fede e della comunione reciproca. Un momento importante per il vescovo Peter, che ha potuto avvicinarsi ancora di più alla comunità cristiana della sua Diocesi, incontrandola nelle sue molteplici espressioni e realtà.



















































