Come un granello d’incenso – Chiesa di Algeria

Mons. Diego Sarrio Cucarella, Vescovo di Laghouat-Ghardaïa

Dopo la giornata di spiritualità missionaria dello scorso 26 aprile con partenza da Curtarolo in cui abbiamo riflettuto e meditato sull’esperienza dei martiri algerini e della Chiesa di Algeria manteniamo il contatto con questa esperienza riportando un articolo dell’Agenzia Fides e in allegato la lettera pastorale del vescovo di Laghouat Ghardaïa.

Un mese fa papa Leone XIV metteva piede sul suolo algerino per una visita storica. Incontrava un popolo attraversato da un profondo senso religioso e celebrava la Messa nella basilica di Sant’Agostino ad Annaba, dopo aver visitato, visibilmente commosso, il sito archeologico dell’antica Ippona, la città dove fu Vescovo il santo delle “Confessioni” e della “Città di Dio”.

Nell’omelia rivolgeva allora un forte appello alla comunità cristiana locale: «Su questa terra, cari cristiani d’Algeria, restate un segno umile e fedele dell’amore di Cristo. Testimoniate il Vangelo con gesti semplici, relazioni autentiche e un dialogo vissuto giorno per giorno: darete così sapore e luce ai luoghi in cui vivete. La vostra presenza nel Paese fa pensare all’incenso: un grano incandescente che diffonde il suo profumo perché rende gloria al Signore e porta gioia e conforto a molti fratelli e sorelle». Questo incenso, «piccolo elemento prezioso», simbolo di una presenza discreta ma persistente, il Papa incoraggiava a diffonderne il «soave odore» attraverso la lode, la benedizione e la supplica.

L’appello non è caduto nel vuoto. Nella diocesi di Laghouat Ghardaïa il vescovo Diego Sarrió Cucarella, missionario spagnolo dei Padri Bianchi, già Presidente del Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica (PISAI) dal 2017 al 2024, ha appena pubblicato la sua prima lettera pastorale riflettendo sull’invito di Papa Leone XIV, e richiamando il deserto algerino come luogo in cui vibra anche la testimonianza dei battezzati nel nome di Cristo.

Tratto da Agenzia Fides

Rendiamo disponibile la lettera in lingua originale francese ed una traduzione ottenuta con l’intelligenza artificiale.