Casa de los Niños – Progetto aggiungi un posto a tavola

Aggiornamento del 10 marzo 2026

Note sulla Bolivia
Il Pese attraversa una fase di grave instabilità politica e crisi economica, caratterizzata da una profonda frattura sociale.
L’economia boliviana, storicamente dipendente dall’estrazione e dall’esportazione di materie prime, soffre di una cronica scarsità di dollari e combustibili, aggravata da un elevato debito pubblico. Questo sistema si è rivelato vulnerabile alle oscillazioni dei prezzi internazionali. La popolazione, già colpita da storiche disuguaglianze, affronta una condizione di precarietà crescente. Le recenti misure di austerità hanno mobilitato ampi settori della società, tra cui contadini, minatori, insegnanti e organizzazioni indigene, uniti nel respingere il rincaro della vita e il congelamento dei salari.

 

La “Fundacion Casa de los Niños”

La Fondazione prende vita nel giugno del 2008 a Cochabamba, nel cuore della Bolivia, ed è riconosciuta legalmente dalle autorità boliviane. La Fondazione si occupa delle persone più fragili della comunità di Cochabamba, città di più di 650.000 abitanti situata al centro della Bolivia, ai piedi della cordigliera del Tunari. Si trova ad una quota di più di 2.500 metri s.l.m. Le attività principali della Fondazione sono rivolte a persone fragili:  sieropositive, con esperienza di vita in strada o carcere, bambini abbandonati, denutriti e con malattie gravi. In Bolivia, specie nelle grandi città esistono numeri rilevanti di bambini e ragazzi che vivono per strada, con le conseguenze devastanti che una vita del genere può comportare.

Le attività

La sede centrale della Casa de los Niños è il luogo dove, vengono accolti i bambini con le situazioni sanitarie più delicate. Esiste un contatto con gli ospedali della città per individuare, in collaborazione con le autorità boliviane preposte all’assistenza sociale e alla tutela dei minori, i bambini e gli adulti gravemente malati che non hanno nessuno che si prenda cura di loro, con l’obiettivo di valutare la possibilità di dar loro accoglienza e cura.

Il villaggio Arcobaleno sorge su un terreno di circa 50.000 mq acquistato circa 20 anni fa da una congregazione di suore. Non è recintato per facilitare le relazioni con il contesto e per rendere fruibili i servizi anche per chi vive nei quartieri vicini. Il villaggio è formato da circa 90 tra case indipendenti e appartamenti realizzati attorno alla sede centrale. Qui vivono più di 500 persone tra bambini, giovani e adulti per un totale di più di 100 famiglie. Nel tentativo di ricongiungere i bambini accolti, con le loro famiglie di origine, se presenti, o con famiglie che si offrono per un affido, sono state rese loro disponibili queste abitazioni. Nella stessa realtà è presente anche una scuola, un ambulatorio, una biblioteca, una cappella e un panificio per permettere il reinserimento lavorativo delle persone più svantaggiate.

La scuola Arcobaleno della Pace è un’unità educativa che, dal 2009, sostiene la crescita e la formazione di circa 150 bambini, adolescenti e giovani della comunità e dei quartieri vicini. Molti di loro sono esclusi dal sistema educativo regolare a causa delle loro malattie e/o bisogni speciali. Per coloro che hanno problemi di disabilità, nella stessa infrastruttura scolastica è stata creata un’Area di Sviluppo Comprensiva composta da una stanza di fisioterapia, un’area di stimolazione sensoriale, una stanza per le attività quotidiane e una sala oscura per i non vedenti. Inoltre esistono anche luoghi per l’ippoterapia e il contatto con altri animali.

L’ambulatorio medico è composto da alcuni uffici con la disponibilità della strumentazione di base. Fornisce assistenza sanitaria, supporto psicologico e cure, compreso il trattamento per l’HIV, a più di 250 bambini, e a un centinaio di famiglie della zona. Nell’ambulatorio prestano il loro servizio tre medici di base e un’infermiera.

La mensa comunitaria è stata pensata per dare sostegno alle persone che faticano ad affrontare le complesse condizioni sociali e le difficoltà di tipo economico e lavorativo e che sono in difficoltà ad assicurare soprattutto ai più piccoli e ammalati, un livello nutrizionale adeguato. La mensa comunitaria – autogestita da alcune donne che vivono nella cittadella – assicura colazione e pranzo a tutti i bambini della comunità dal lunedì al venerdì, per un totale di più di 200 coperti al giorno.


Il progetto di sostegno a distanza

Aggiungi un posto a tavola si propone di dare supporto a venti bambini tra i più fragili per situazione sanitaria, scolastica e familiare in modo che possa essere loro assicurata, attraverso il coinvolgimento della famiglia naturale o adottiva, una crescita di tutte le componenti delle loro persone.

Il contributo mensile richiesto è di 20 €


Il partner locale

Il Centro Missionario Diocesano di Padova è stato messo in contatto con la Fundacion Casa de los Niños da una suora originaria della Diocesi di Padova, anche lei in missione in Bolivia. Il partner, nel corso degli anni, si è dimostrato affidabile e competente nell’educazione delle giovani generazioni esprimendo lo spirito evangelico dell’attenzione ai più poveri tra i poveri. Con la Fondazione, attraverso il suo Presidente che vive e opera nel villaggio, viene mantenuto un frequente scambio di informazioni e notizie utili a conoscere l’andamento del progetto e le nuove sfide che si presentano.

 

Le foto del centro: