“La pace comincia con la dignità: Un appello globale per porre fine alla tratta di persone”. Questo è lo slogan scelto per la XII Giornata Mondiale di Preghiera e riflessione contro la tratta di persone. L’ispirazione viene dal richiamo di Papa Leone XIV, secondo cui la vera pace è mite e umile, nasce dall’amore e si sostiene laddove viene sostenuta la dignità umana.
Le persone di fede e di buona volontà di tutto il mondo sono invitate a unirsi a un movimento globale di preghiera, riflessione e azione contro l’ingiustizia della tratta di persone. Lo sfruttamento e l’oggettivazione delle persone attraverso la tratta distruggono fondamentalmente le basi della pace e della giustizia, rendendo la sua eliminazione essenziale per costruire un mondo giusto. La tratta di persone è una ferita globale che nega la dignità umana e infrange la pace delle comunità ovunque. Le vittime – prevalentemente donne, bambini, migranti e persone sfollate – subiscono lo sfruttamento in molte forme, dal lavoro forzato allo sfruttamento sessuale, dalla servitù al matrimonio forzato. L’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine indica che le donne e le ragazze costituiscono il 65% delle vittime identificate, mentre quasi un terzo sono bambini. Queste popolazioni vulnerabili sono spesso prese di mira a causa di guerre, povertà e sfollamento. I migranti e le persone sfollate sono ancora più a rischio, poiché i percorsi sicuri scompaiono e le frontiere si irrigidiscono.
Anche a Padova celebreremo questa Giornata con il vescovo Claudio. Cinque gruppi di pellegrini partiranno alle ore 20.00 di giovedì 5 febbraio dal sagrato di cinque chiese cittadine – Madonna Incoronata, Madonna Pellegrina, Santa Giustina, Torresino, Bassanello – per raggiungere il santuario di San Leopoldo Mandic a Padova dove alle ore 20.30 inizierà la veglia di preghiera. Durante la celebrazione saranno date alcune testimonianze che raccontano questo fenomeno e la serata sarà arricchita da intermezzi musicali a cura di “TNT Brass Band” e da “Spaziodanza – Padova” con alcune coreografie che volutamente contrastano con la crudeltà del fenomeno per mostrare la possibilità di riscatto, leggerezza, armonia, libertà. Alla fine della veglia, un gruppo di “pellegrini contro la tratta”, riceverà dal vescovo il mandato di rappresentare la nostra Chiesa di Padova, sabato 7 febbraio, a Schio presso il santuario di santa Giuseppina Bakhita, la suora canossiana sudanese che da bambina fece la drammatica esperienza di essere vittima della tratta. I pellegrini partendo a piedi da Vicenza si uniranno alla comunità di Schio portando cinque lampade come segno dell’impegno della nostra Chiesa a contrastare questo fenomeno.

